24 agosto 2008

Notte Bianca 2008

Ho taaaaanto sonno! Sono rientrata alle 7,30 di questa mattina dopo l'intera serata passata in giro a vedere cosa c'era di bello. Quest'anno la notte bianca è stata leggermente sottotono, ma mi sono divertita molto lo stesso.

La prima tappa è stata quella in Via Latini, dov'era previsto il concertino dei miei amati Bisbetica Beat. Non so bene perchè, ma il loro concerto non decollava mai... forse la scelta delle canzoni rispetto allo scorso anno è stata meno azzeccata, forse la gente che c'era non era esattamente in spirito festaiolo, forse i Bisbetica non erano abbastanza "allegri" o lo erano troppo da non riuscire a suonare con entusiasmo... boh!








Comunque dopo un'oretta passata lì, bevendo acqua frizzante perchè non potevo bere alcol causa medicinali, abbiamo deciso di spostarci per andare sul lungomare, all'altezza della seconda rotonda. Lì c'era Teresa De Sio. Sinceramente non la conosco benissimo come artista, ma la sua esibizione è stata di gran lunga la cosa più bella della serata: carisma, musicisti bravissimi, ritmi perfetti per la festa. L'unica cosa che avrei cambiato è il pubblico... escluse le persone nelle prime file (e me!) che zompettavano di qua e di là, battevano le mani e partecipavano come potevano, il resto delle platea era composto da persone che avevano lo stesso entusiasmo che si ha quando si aspetta l'autobus alle 6 del mattino del 5 gennaio, dopo la nevicata.


Dopo la De Sio, siamo tornate in Via Latini. Saranno state le due e mezza/tre e già la festa nelle strade si stava spegnendo... le bancarelle iniziavano ad sparire, alcune zone della città sembravano dormire, i negozi erano tutti chiusi, nei bar pulivano i tavolini e spazzavano il pavimento... Nel frattempo in Via Latini, oltre ai Bisbetica avevano iniziato a suonare i Rainska, gruppo ska teramo: bravi, sì sì; poi a me la musica ska piace tantissimo!





Verso le 4 siamo andate sul pontile ad aspettare il concerto per l'alba. Cielo pienissimo di stelle, lampi sul mare in lontananza, luci di Roseto riflesse nell'acqua. Aria gelidaaaaa. Fino alle 5:30 dei musicisti neanche l'ombra. Poi sono arrivati in tutta fretta, quando il cielo era chiaro, e hanno iniziato a suonare. L'unico problema era che nel frattempo, nel parcheggio del pontile stavano proiettando delle immagini sulla notte bianca e le musiche si sovrapponevano (la proiezione, in realtà, secondo il programma doveva esserci alle 5).









Alla fine, quando il sole è sorto, non ero più sul pontile, ma sulla strada verso casa. E dalla spiaggetta ho fatto la foto:



22 agosto 2008


Questi giorni sono indaffaratissima perchè stiamo tentando di sistemare un pò il giardino. Abbiamo fatto potare il pino e non vi dico quante migliaia di aghi sono caduti, per non parlare delle pigne e dei vari rami e rametti. Poi c'è da fare ordine in tutto il casino che c'è: sedie, tavoli, attrezzi vari, pacchi di mattonelle avanzate, ruote per la macchina... c'è veramente di tutto e accatastato malissimo (opera di mio padre). Tutta questa fretta è dovuta al fatto che fra meno di un mese una donna malefica verrà a vivere qui vicino insieme al suo sciagurato marito: ha da ridire su tutto e tutti, e ha già scassato le palle perchè il mio bellissimo pino perdeva (com'è naturale) gli aghi e lei non aveva nessuna intenzione di pulire quel mezzo terrazzino che si ritrova. Per non sentirla siamo stati costretti a tagliarlo quasi tutto, lasciando una specie di pennacchio in alto in alto, pari alla mia mansarda. E per non darle ulteriori appigli per rompere cerchiamo di tenere tutto a posto... ditemi voi se è normale che dal nulla sbuca fuori un'arpia dalla voce stridula, di 30 kg di peso e si mette a comandare a casa mia... mah!

Mi pento di essermi lamentata dei miei vicini di casa storici: le vecchine pettegole, le donne di mezza età pettegole, le zitelle pettegole, e gli uomini, che fingono di farsi i fatti loro, ma sono più pettegoli di tutti. In fondo siamo affezionati gli uni agli altri e se serve ci aiutiamo a vicenda. Due chiacchiere con la vecchina qui sotto fanno sempre piacere, un caffè con l'altra signora anche. Oggi, per esempio, ho fatto una torta e ne ho portata un pò alle tre "vernacchiere" sedute nel vicolo qui sotto a chiacchierare per avere un loro giudizio (che loro sono state ben contente di dare). Anche alla mia futura vicina darò la torta... sì sì... in facciaaaaaaaaaaaa!

13 agosto 2008

Ieri sono uscita a fare un giro con una mia amica e mi sono ricordata che dovevo passare in cooperativa per lo stipendio di giugno. Arrivo all'ufficio, entro, due chiacchiere e inizio a firmare i vari fogli, poi Daniela mi fa: "firma anche questo, è la proroga del contratto fino al 31 dicembre" e io senza pensarci ho firmato. Uscita dell'ufficio mi sono venuti 3000 dubbi: se il contratto vale fino a dicembre, mi fanno fare assistenza scolastica fino a dicembre e poi mi sostituiscono? Oppure inizio e poi a dicembre lo prorogano di nuovo? Non è che mi mettono a fare il domiciliare? Non è che mi tengono come riserva per l'assistenza scolastica e mi chiamano solo per le sostituzioni? Se faccio di nuovo l'assistenza scolastica avrò il mio amorino o mi danno un altro bimbo? Ma io non mi ero ripromessa di cambiare lavoro causa stress psicologico e miseri guadagni?? Ma quindi a settembre la scuola ricomincia anche per me? Ansiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

11 agosto 2008

Colla, pennello, filo e...


Ecco il primo post dedicato ai lavoretti che faccio nel tempo libero.


Per il dècoupage ho preso spunto (diciamo pure che ho palesemente scopiazzato) da alcuni fascicoli comprati in edicola. Queste sono le prime cose che ho fatto:




Scatolina con farfalle, sottobicchieri con gli agrumi, portaposta con decorazioni a tema, piatto con natura morta, spazzola con angioletto e specchietto da borsetta.


3 contenitori da cucina




Svuotatasche a forma di cuore


Invece per quanto riguarda collanine&co. :



(particolare degli anelli)

A sinistra, collanina multicolore di fimo (primissimo tentativo... ho fatto solo cubetti, cilindri e palline per testare la cottura) e 2 spilline con fiore. Tutto il resto (collane, bracciali, anelli e orecchini) è fatto con perline e paillettes.

Sono ancora agli inizi, ma mi piace troppo fare queste cose!!!

08 agosto 2008

Sinking

Sulla fresca sabbia del tramonto i suoi piedi avanzavano lenti. I granelli minuscoli formavano piccole conche al suo passaggio e montagnole. Procedeva passo dopo passo verso la riva, dove giacevano conchiglie e piccoli pezzi di vetro levigati dalla salsedine. Con leggeri scrosci l'acqua sfiorava la sabbia sottile, rendendola via via più scura e solida al poggiare dei piedi. Il cielo rossastro si specchiava in quell'acqua e lentamente mutava; sparivano i gabbiani lasciando il posto alle prime stelle e alla luna tonda. Si bagnò le dita, le caviglie e poi i polpacci. Si fermò un istante a sentire i sassolini nascosti dove lo sguardo ora non li scovava più. Piccole onde lambivano l'orlo del vestito bianco che diventava molle e seguiva l'andirivieni della schiuma. Un passo e un altro ancora. Ancora uno e un altro. La schiena calda per il sole del mattino sobbalzò al contatto con quel mare deserto: si voltò a guardare la riva e le luci in lontananza e qualche ombra. Una musica confusa arrivava da qualche parte, ma più di tutto lo sciabordio dell'acqua, sempre uguale, pacifico. La stoffa leggera si attaccava ora al corpo di lei che procedeva silenziosa. I lunghi capelli neri, scompigliati della brezza, si inzuppavano incollandosi alle spalle, al seno e al collo. Pensava, pensava. Rivedeva i volti, riascoltava le voci. Tutto si sovrapponeva: le risa, i pugni chiusi, gli abbracci, i pianti, le telefonate, la porta chiusa a chiave, le cose che avrebbe voluto dire e l'acqua, l'acqua tiepida di una sera d'estate, un' ultima sera di un'estate qualsiasi. Acqua sul mento, acqua sulle labbra. Mare e lacrime, sale nel sale, sale negli occhi.

07 agosto 2008

La brezza notturna si spegneva varcando la soglia buia della stanzetta, ma muoveva delicata le foglie verdi degli alberi di fronte. Lei osservava tutto dalla finestra lasciata aperta a metà: vedeva la palma, alta e magra, la cui sommità ondeggiava impercettibilmente; vedeva le case che dormivano silenziose e un pezzo di cielo blu punteggiato di luci lontane. Chissà quanti in quel momento stavano guardando quelle stesse lucine chiare scambiandosi reciproche promesse o cancellando quelle passate. In quel silenzio tardo, il pensiero di lui tornava ad affacciarsi, come aveva fatto nelle notti di nuvole e in quelle di pioggia, e nei mattini chiari, come i suoi occhi.

 
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