08 agosto 2008

Sinking

Sulla fresca sabbia del tramonto i suoi piedi avanzavano lenti. I granelli minuscoli formavano piccole conche al suo passaggio e montagnole. Procedeva passo dopo passo verso la riva, dove giacevano conchiglie e piccoli pezzi di vetro levigati dalla salsedine. Con leggeri scrosci l'acqua sfiorava la sabbia sottile, rendendola via via più scura e solida al poggiare dei piedi. Il cielo rossastro si specchiava in quell'acqua e lentamente mutava; sparivano i gabbiani lasciando il posto alle prime stelle e alla luna tonda. Si bagnò le dita, le caviglie e poi i polpacci. Si fermò un istante a sentire i sassolini nascosti dove lo sguardo ora non li scovava più. Piccole onde lambivano l'orlo del vestito bianco che diventava molle e seguiva l'andirivieni della schiuma. Un passo e un altro ancora. Ancora uno e un altro. La schiena calda per il sole del mattino sobbalzò al contatto con quel mare deserto: si voltò a guardare la riva e le luci in lontananza e qualche ombra. Una musica confusa arrivava da qualche parte, ma più di tutto lo sciabordio dell'acqua, sempre uguale, pacifico. La stoffa leggera si attaccava ora al corpo di lei che procedeva silenziosa. I lunghi capelli neri, scompigliati della brezza, si inzuppavano incollandosi alle spalle, al seno e al collo. Pensava, pensava. Rivedeva i volti, riascoltava le voci. Tutto si sovrapponeva: le risa, i pugni chiusi, gli abbracci, i pianti, le telefonate, la porta chiusa a chiave, le cose che avrebbe voluto dire e l'acqua, l'acqua tiepida di una sera d'estate, un' ultima sera di un'estate qualsiasi. Acqua sul mento, acqua sulle labbra. Mare e lacrime, sale nel sale, sale negli occhi.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

mi scusi ma il sale negli occhi fa male.. chi l ha scritta sta poesia goering?

MIKY ha detto...

scemooooo

 
KindaPink © 2007 *Feito por Templates para Você*